Ritratti in nero  è un progetto di fotografia sociale realizzato dal collettivo italiano ZOO_COM, formato dai fotografi Marco Ambrosi, Matteo Danesin e Aldo Sodoma.

Oggetto della ricerca: l’immigrazione vista attraverso la vita delle comunità africane veronesi che si riconoscono nel credo pentecostale.

Obbiettivi e motivazioni  della ricerca: Verona, come molte altre città italiane ed europee, ha registrato durante gli ultimi anni una graduale e costante crescita dell’immigrazione. La popolazione veronese è ormai una realtà multietnica  e multiculturale, dove però si registrano problemi d’integrazione e di convivenza. Consapevoli che tali problemi   nascono spesso dalla diffidenza nei confronti di una realtà sconosciuta, con le nostre immagini ci siamo impegnati a far conoscere la vita delle comunità africane veronesi cercando di cogliere l’umanità e la dignità di queste persone. 

Perché gli africani di fede pentecostale?: Documentare il mondo dell’immigrazione africana a partire da una comunità cristiana pentecostale significa, da una parte, invitare a guardare l’africano come a un “diverso vicino” (in quanto africano, ma anche cristiano) e non più come a un “diverso lontano”; dall'altra introdurre lo spettatore in un mondo religioso che – con la sua fede cristiana profonda ed emotivamente intensa – appare sempre più diffuso e significativo, ma che tuttavia rimane ancora scarsamente compreso.

La mostra Ritratti in nero si articola in tre  ricerche fotografiche  protese a cogliere questi immigrati come persone, con il loro senso dell’identità e i loro valori.   

1) Ritratti: Marco Ambrosi ritrae i fedeli in una serie di eleganti fotografie a colori che recuperano e citano la tradizione (molto diffusa nell’Europa del XIX secolo e poi in Africa) del ritratto in studio.  Anziché costruire elaborati fondali, si limita a usare un’antica poltroncina damascata in stile barocco, come per dare importanza a chi sta ritraendo, siano essi ministri di culto o membri di chiesa, uomini o donne del Ghana o della Nigeria. Il risultato è una serie di ritratti  capaci di far emergere la personalità, l’umanità profonda dei singoli soggetti fotografati, visti non più come membri di una comunità, ma come persone.   

 2) Feste e Riti religiosi: Matteo Danesin propone un intenso reportage capace di comunicare l’emozione e la tensione che coinvolge i fedeli durante i culti pentecostali, segnati da fenomeni estatici, danze e canti, intesi come forme espressive per vivere e testimoniare la propria fede. L’uso di colori saturi, di un formato semi panoramico e di intensi primi piani contribuisce a costruire una narrazione ritmica, vivace, in grado di porsi in sintonia con la vitalità festosa che segna le feste e i riti della comunità pentecostale africana di Verona.  

 3) Dentro le case: Aldo Sodoma compie un’indagine socio-antropologica sull’ambiente domestico e abitativo di alcuni immigrati africani. Li ritrae nell’intimità dello loro case ben tenute e piene di decoro, dove permangono intensi i ricordi della terra d’origine e la forza dei legami famigliari, ma dove si avverte pure il desiderio di un’integrazione che sembra volersi manifestare nel gusto e nella scelta degli oggetti.

La mostra,  a cura di Gigliola Foschi, è formata da circa 100 fotografie a colori stampate in grande formato e da alcune installazioni sonore (voci narranti in prima persona e musiche dei culti pentecostali). La mostra è corredata da un catalogo con testi della curatrice e di studiosi dell’immigrazione, delle religioni e della cultura africana.

Alcune di queste immagini sono state esposte e premiate in Polonia, Spagna, Inghilterra,  Francia, Cina e USA



PORTRAITS IN BLACK
The African immigrant in Italy
 
“Portraits in Black,”  a social photography project conceived and realized by Italy’s ZOO_COM collective photographers Marco Ambrosi, Matteo Danesin and Aldo Sodoma, has met with the   interests  of the  City Council of  Verona  and  Padua as  co-promoters of the exhibit.  
 
The  research  centers  on   the question of immigration  as seen through the life of  Verona’s  African communities  of  the Pentecostal faith.  In recent years,  immigration  in Verona -as in  many  European cities-  has registered gradual and constant growth,  and the city’s  population today  is  a multiethnic and multicultural reality.   This  communal  life  is not without tensions and conflicts  nearly  always  engendered by  the fear of dealing with an unknown reality.    Our images  intend   to present the humanity and dignity of these pacific people,  often  considered  with suspicion,   for whom  faith is a link  and the church a point of reference. 
 
The project  is  divided into  three  areas: 

1)   Armchair  portraits. Marco Ambrosi depicts  the faithful in the rooms  where  their  Pentecostal services are held.   Two  unique elements are  permanent  props   in  the  improvised  settings:  an armchair  and  a dark green backdrop  that heighten  the protagonism of the  subjects.
 
2)   Portraits of the Pentecostal faithful  in their homes.    Aldo Sodoma portrays  the environments of their  family life.   In   these   spaces of  intimacy,  he  simultaneously  finds traces of  cultural  contamination  and   signs  identifying  their  origins.  

3) Religious celebrations and festivities.   Matteo Danesin narrates  their meetings.   In these images  their culture is  evidenced   through  an imported  original  symbolism , but also  its  many contaminations with ours.  The  power of their  faith  bursts  forth as well, moving them to extravagant manifestations even in extremely  humble  places.
 
The series, which proposes itself as a travelling show managed by    Gigliola Foschi, is made up of  approximately 100 large format photographs  furnished with  a catalog   with  texts by  Ms  Foschi  and   by  various specialists in  immigration,  religions  and African culture.
 
 
Some of these  images have been exhibited and  awarded prizes in Poland, Spain, Great Britain, China and the United States.